Punto di incontro e partenza dell’escursione è Piano Provenzana a 1800 metri di quota. Ritrovo presso la baita Ethnic Photo Gallery, della guida e fotografo Dario Lo Scavo.
Dopo le presentazioni, si procede con un breve briefing, attraverso il reportage fotografico esposto nella galleria, vengono descritte le principali fasi dell’eruzione. La sequenza fotografica mostra anche la “prima fase effusiva”, con i flussi lavici che raggiungono le piste da sci e la stazione turistica, poi i fronti lavici che avanzarono inoltrandosi nel bosco Ragabo. Molto interessante osservare gli stessi luoghi fotografati prima e dopo l’eruzione.
Si parte percorrendo la strada sterrata che solca la grande colata che ha invaso Piano Provenzana nel 2002, si incontrano alcuni segni del passaggio della lava a contatto con gli alberi, curiose e particolarissime formazioni rocciose chiamate “pietre-cannone”, e altri segni che testimoniano la devastazione della stazione turistica, come il tetto dell’hotel Le Betulle, con alcuni parti dei pilastri della struttura in cemento che affiorano dalla colata. Dopo il primo tratto lungo la strada sterrata delle escursioni con i fuoristrada, si imbocca il sentiero che oltrepassa un vasto campo lavico, dove è iniziata a fuoriuscire la lava. Si effettuano varie soste per osservare le morfologie della colata, ci si sente immersi in quel paesaggio dalla bellezza unica e si continua passando in una bella faggeta, il sentiero la attraversa e si dirige verso una lunga serie di piccoli crateri che si sono formati durante l’eruzione laterale del 1911, i cosiddetti “Hornitos”, formazioni morfologiche generate per l’accumulo di scorie saldate tra di loro, in genere si formano durante eruzioni “debolmente esplosive”, dovute a un magma poco viscoso, non molto ricco in gas. Si visitano questi piccoli crateri sfruttando il sentiero che li affianca e seguendo le indicazioni della guida, occorre prestare molta attenzione a non esporsi troppo in prossimità dell’orlo, poiché il terreno risulta instabile e accidentato.
Si continua attraversando la colata dell‘eruzione del 1923, in direzione dei crateri dell’eruzione del 2002, i più bassi di quota, della cosiddetta ‘bottoniera’. Giungendo sopra i crateri la vista è mozzafiato, si percorre l’orlo dei crateri e si inizia la discesa verso Piano Provenzana, per completare il giro ad anello.
RACCOMANDAZIONI: L’escursione potrà subire variazioni in funzione delle condizioni meteorologiche o di variazioni dell’attività vulcanica o per disposizioni di ordinanze di protezione civile, o nel caso in cui la guida lo ritenga importante per la sicurezza del gruppo.
Il percorso è abbastanza agevole e non richiede una particolare preparazione fisica, ma occorre comunque attenzione poichè si sviluppa su un sentiero su terreno vulcanico irregolare. Non è consigliato per chi conduce una vita molto sedentaria, mentre bambini dai 6 anni in su possono vivere l’avventura in tutta sicurezza.
E’ importante attenersi alle indicazioni e raccomandazioni della guida.
Non adatto a








Punto di incontro e partenza dell’escursione è Piano Provenzana a 1800 metri di quota. Ritrovo presso la baita Ethnic Photo Gallery, della guida e fotografo Dario Lo Scavo.
Dopo le presentazioni, si procede con un breve briefing, attraverso il reportage fotografico esposto nella galleria, vengono descritte le principali fasi dell’eruzione. La sequenza fotografica mostra anche la “prima fase effusiva”, con i flussi lavici che raggiungono le piste da sci e la stazione turistica, poi i fronti lavici che avanzarono inoltrandosi nel bosco Ragabo. Molto interessante osservare gli stessi luoghi fotografati prima e dopo l’eruzione.
Si parte percorrendo la strada sterrata che solca la grande colata che ha invaso Piano Provenzana nel 2002, si incontrano alcuni segni del passaggio della lava a contatto con gli alberi, curiose e particolarissime formazioni rocciose chiamate “pietre-cannone”, e altri segni che testimoniano la devastazione della stazione turistica, come il tetto dell’hotel Le Betulle, con alcuni parti dei pilastri della struttura in cemento che affiorano dalla colata. Dopo il primo tratto lungo la strada sterrata delle escursioni con i fuoristrada, si imbocca il sentiero che oltrepassa un vasto campo lavico, dove è iniziata a fuoriuscire la lava. Si effettuano varie soste per osservare le morfologie della colata, ci si sente immersi in quel paesaggio dalla bellezza unica e si continua passando in una bella faggeta, il sentiero la attraversa e si dirige verso una lunga serie di piccoli crateri che si sono formati durante l’eruzione laterale del 1911, i cosiddetti “Hornitos”, formazioni morfologiche generate per l’accumulo di scorie saldate tra di loro, in genere si formano durante eruzioni “debolmente esplosive”, dovute a un magma poco viscoso, non molto ricco in gas. Si visitano questi piccoli crateri sfruttando il sentiero che li affianca e seguendo le indicazioni della guida, occorre prestare molta attenzione a non esporsi troppo in prossimità dell’orlo, poiché il terreno risulta instabile e accidentato.
Si continua attraversando la colata dell‘eruzione del 1923, in direzione dei crateri dell’eruzione del 2002, i più bassi di quota, della cosiddetta ‘bottoniera’. Giungendo sopra i crateri la vista è mozzafiato, si percorre l’orlo dei crateri e si inizia la discesa verso Piano Provenzana, per completare il giro ad anello.
RACCOMANDAZIONI: L’escursione potrà subire variazioni in funzione delle condizioni meteorologiche o di variazioni dell’attività vulcanica o per disposizioni di ordinanze di protezione civile, o nel caso in cui la guida lo ritenga importante per la sicurezza del gruppo.
Il percorso è abbastanza agevole e non richiede una particolare preparazione fisica, ma occorre comunque attenzione poichè si sviluppa su un sentiero su terreno vulcanico irregolare. Non è consigliato per chi conduce una vita molto sedentaria, mentre bambini dai 6 anni in su possono vivere l’avventura in tutta sicurezza.
E’ importante attenersi alle indicazioni e raccomandazioni della guida.
Non adatto a